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ORFEO E EURIDICE

 

Orfeo da sempre era un abile cantautore, molto capace con la chitarra; si era creato la sua carriera da solo, da autodidatta, ma possedeva un grande talento. Sbarcava il lunario facendo serate nei locali, dove ammaliava il pubblico con la sua musica.

Euridice era la sua vicina di casa; abitava nello stesso pianerottolo all’ultimo piano di un condominio in via Ovidio. Era una brava pianista, stimata studentessa del conservatorio.

Si conobbero e s’innamorarono così, apprezzandosi vicendevolmente attraverso l’ascolto della musica che attraversava le pareti dei loro appartamenti.

Presto si ritrovarono a suonare meravigliosi duetti di pianoforte e chitarra, che completavano con i loro canti, fantasticando un futuro artistico insieme.

Durante le lezioni di solfeggio, Euridice conobbe Aristeo, figlio del Prof. Apollo, direttore del conservatorio, il quale s’invaghì di lei. I sui modi di manifestare la sua attenzione erano piuttosto rudi, invadenti e difficili da tenere a freno.

La ragazza provò a in tutti i modi, prima con la gentilezza e poi con discorsi più chiari e spicci, a spiegare al suo compagno di studi che non contraccambiava quel tipo d’interesse e che voleva essere lasciata in pace.

Al contrario, le sue avances diventarono sempre più sfacciate e sgradevoli, fino a costringere la poveretta ad abbandonare la cosa più importante della sua vita: lo studio della musica.

Per Euridice fu come morire.

Fu l’inizio di un periodo buio, pervaso da disperazione, senso di vuoto ed infelicità; arrivò perfino a rifiutarsi di suonare il suo amato pianoforte.

Orfeo soffriva molto per lo stato in cui si era ridotta la sua amata e perciò era sprofondato in un grande sconforto. La vedeva sempre più avvilita e spenta a causa dei suoi infranti sogni artistici. Quella luce piena di speranza, che da sempre le aveva illuminato gli occhi, ormai non c’era più.

Continuava, tuttavia, ogni giorno a suonarle e a cantarle meravigliose melodie nella speranza di riuscire a riaccendere in lei la grande passione per la musica.

Fu grazie alla perseveranza di Orfeo che Euridice riuscì a rialzarsi da quel grande senso di tristezza, decidendo finalmente di tornare a coltivare gli studi di musica e con essi i suoi sogni.

Ma certamente non poteva tornare a studiare nella stessa scuola di prima: mai e poi mai avrebbe voluto rincontrare Aristeo.

Piuttosto avrebbe preferito cambiare città, Paese, se non addirittura continente.

Dopo un’attenta ricerca in internet, scoprì che a San Francisco, negli Stati Uniti d’America, c’era un rinomato conservatorio. In quella città vivevano i suoi zii, che certamente l’avrebbero ospitata, almeno per i primi tempi.

Questo nuovo progetto le restituì la voglia di vivere e d’impegnarsi nuovamente nella sua passione: le sembrò di uscire dall’Ade.

Orfeo era felice di rivedere Euridice di nuovo vitale e piena d’energie: finalmente erano tornati a suonare e a cantare insieme meravigliosi duetti.

Tutto ciò lo riempiva di gioia, sebbene sapesse che forse stava per perderla.

Orfeo, infatti, avrebbe desiderato che Euridice gli proponesse di partire con lei, continuando a coltivare quel sogno di costruire un futuro sentimentale ed artistico insieme, anche oltreoceano.

Euridice in realtà era molto presa dai suoi nuovi programmi, che però non includevano più Orfeo.

Arrivò il giorno della partenza e il ragazzo l’accompagnò all’aeroporto.

Qui, vedendola allontanarsi con le sue pesanti valigie, colme soprattutto di spartiti musicali, speranze e sogni, Orfeo sperò fino all’ultimo che Euridice si voltasse per dirgli: “Vieni con me, siamo ancora in tempo!”.

Ciò avrebbe salvato Orfeo ed il suo amore per lei che era ancora immenso.

Euridice non si voltò: fu la fine del loro amore, che, tuttavia, rimase eterno tra le note di uno spartito.

Alessia Luise IVA

 


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